Il Bram- dara

 

Riassunto [descrizione breve, per maggiori dettagli procedere con la lettura]:

 

TERRITORIO ISPIRATO ALL’INDIA DI SALGARI, ABITATA DA POPOLI BIZZARRI, IMMAGINARE PERSONE CHE INDOSSANO TURBANTI, CAVALCANO ELEFANTI E VIVONO IN UNA GIUNGLA ABITATA DA TIGRI FEROCI E SERPENTI. GRUPPO ETNICO MALAVAGIO CHE VENERA UNA DEA DELLA DISTRUZIONE DEDITI AL SACRIFICIO UMANO.

 

“… Pochi conoscono questi infausti luoghi a sud delle steppe a ridosso dell’oceano dello Zaffiro, il Bram-Dara è una tetra giungla sorta dalle acque che dalle steppe scendono verso sud sotto forma di ruscelli e ristagnano lungo la fascia costiera. E’ una terra misteriosa, dura, dove un caldo soffocante ed un’atroce umidità corrode nervi, spirito e vesti. Mi è bastato poco per capire che quest’inferno fatto di paludi, insetti malsani, serpi giganti o velenose o tetri predatori come le grandi tigri dai manti striati, era una terra desolata che mai nessuno potrebbe chiamare casa. Spero solo di non doverci mai più fare ritorno, sempre che riesca ad uscirne…”

 

Parte del diario dell’esploratore Bramosiano Inigo Montoya, ritrovato da un gruppo di mercanti nei pressi di una grande palude confinante con le

steppe degli spettri meridionali.

 

Il Bram-Dara è una regione coperta da foreste pluviali, il sottobosco è una grande palude e nei periodi delle piogge si può attraversare solo tramite canoe. Questa regione è il corrispettivo dell’India nelle terre di Andor, una foresta nera ed oscura, opprimente e carica di segreti letali e luoghi dimenticati. Le grandi foreste sono abitate da scimmie, grandi rettili come anaconda e boa, o piccoli serpenti velenosissimi (non a caso da queste zone provengono i veleni esotici più letali). Oltre a queste creature ci sono i grandi felini predatori, la pantera e la grande tigre che si nutrono dei grandi erbivori, vale a dire i grandi bufali selvatici. Sono presenti anche in gran numero gli elefanti del Bram-Dara molto ricercati per il loro avorio, molto più pregiato di quello proveniente dai deserti meridionali di Andor. Un infinità di insetti come grandi tarantole e scorpioni pullulano negli acquitrini mentre tra le torbide paludi non è difficile imbattersi in feroci e voraci branchi di Piranha o in qualche pericolosa sanguisuga. La coltivazione unica che le sparute popolazioni che vivono in questi luoghi sono la Canna da zucchero, il riso, i tuberi d’acqua e il tabacco di palude ( una prelibatezza delle fumerie più ricercate in occidente). Il terreno è principalmente pianeggiante e termina miscelandosi al mare, l’oceano dello Zaffiro, nel punto dove l’acqua diventa salmastra e le mangrovie giganti affondano le loro gigantesche ed intricate radici in profondità, nei terreni sabbiosi, che spesso diventano delle tremende trappole mortali per chi le attraversa perché alla loro base e facile il formarsi di sabbie mobili. Il clima è tropicale, umido, caldo ed afoso con frequenti precipitazioni piovose.

 

Popolazione Mogul

 

Usi, Costumi, Politica e Religione.

 

La popolazione più diffusa in queste zone è il ceppo umano dei Mogul, essi non sono organizzati politicamente e non hanno un governo centrale, si tratta di piccole comunità isolate che intrattengono piccoli scambi e baratti solo con i villaggi nelle immediate vicinanze. Sono principalmente pescatori, agricoltori, allevatori e ceramisti. Altra fonte di guadagno per questi popoli sono la carpenteria e l’estrazione del catrame e del mercurio naturale che affiora nelle paludi. Non sono un popolo bellicoso o pericoloso e temono gli stranieri perché non sono abituati a vederne spesso, se a ciò si aggiunge che vivono nelle profondità delle foreste e il Bram- Dara è considerato disabitato, la sorpresa solitamente e doppia anche per chi si imbatte in essi. I Mogul vivono in palafitte e si muovono su canoe, indossano abiti molto semplici ma solitamente preferiscono muoversi a petto nudo ed indossare grandi turbanti e gonne elaborate, raramente si vedranno muniti di spade o asce ed è usanza per gli uomini portare orecchini e grandi baffi. I capi spirituali della comunità sono i Bramini, i sacerdoti del villaggio, essi venerano Shivanka “Lo spirito madre” si tratta di una sorta di misto tra Kanus ed il Grande spirito, queste due divinità ascoltano le loro preghiere a seconda della loro indole anche se i Mogul non conoscono la storia o le origini di queste presenze, sono convinti però che la grande madre li generò dalle acque e che gli spiriti degli antenati abbandonati su canoe funebri sulle paludi facciano ritorno alla grande madre delle acque per proteggerli.

 

Popolazione Sykhtuk

 

Usi, Costumi, Politica e Religione.

 

La seconda popolazione è conosciuta con il nome di Sykhtuk appartiene anche al ceppo Mogul ma possiede usanze e costumi ed un organizzazione sociale nettamente diversa. I Sykhtuk vivono in una grande città Shimbu-Symbell, una grande città fortificata dominata dal palazzo delle Zanne. Il governo è affidato agli alti monaci di Kalima “il Dormiente”, inquietante è che non è possibile identificare questo sanguinario Dio che raggiunge i monaci attraverso incubi autoindotti dal massiccio uso di Droghe che ne minano le facoltà intellettive a tal punto da farli diventare col tempo dei sanguinari psicopatici. I Rituali Sykhtuk consistono nel sacrificio umano atto a saziare la forza vitale del dormiente fino al tempo del suo risveglio, le vittime sono solitamente incauti viaggiatori del Bram-Dara o gli abitanti dei villaggi Mogul che vengono rapiti dagli “Strangolatori” Sykhtuk, una volta portati nella Fortezza delle zanne essi vengono sacrificati ed i loro cuori offerti alle fiamme della gola del dormiente, il cratere di un vulcano attivo sul quale è stata costruita la città. Secondo alcuni studiosi ed eruditi Kalima potrebbe essere o uno spirito della natura non ridestato da Katosh, oppure ridestato e poi di nuovo assopito data la sua natura malevola, oppure Primafiamma, il progenitore delle fiamme viventi asservite a Wirth che aveva forma di drago e venne corrotto dall’ombra di Kal’dum e tramutato in una sorta di drago di fiamme demoniaco poi successivamente sconfitto e rinchiuso nel sottosuolo dal suo creatore, Wirth una volta che tornato lo aveva attaccato. In ogni caso l’influenza maligna di questo culto blasfemo ha cambiato i Mogul che vi sono entrati in contatto, tramutandoli nei Sykhtuk, un popolo guerriero, spietato e feroce, che si adopera all’arte della guerra in ogni sua forma, l’intera società è costantemente all’opera in attesa del grande risveglio, giorno in cui secondo i monaci, la grande armata Sykhtuk divorerà il cuore del mondo e scaglierà ogni cosa nelle fiamme di Kalima. I Sykhtuk sono sempre armati, indossano armature ma portano ancora i turbanti come nella tradizione Mogul, al centro della loro fronte appongono un grande punto rosso con al centro un punto nero (fiamma ed ombra) chiamato l’occhio di Kalima. Le loro vesti sono solitamente di colore nero e rosso scuro e recentemente alcune armi da fuoco hanno fatto la loro comparsa a Shimbu-Symbell, pistole, fucili e cannoni, si pensa che probabilmente qualche affarista senza scrupoli, di origine imperiale, o comunque occidentale, intrattenga traffici di armi con questi fanatici in cambio dell’oro che si trova in grande quantità nelle miniere sotto la città. I Sacerdoti sono solitamente rasati e i loro incantesimi sembrano ricordare magie appartenenti alla fede di Kal’dum o in alcuni rari casi a quelle dello spirito delle tempeste, anche se sembra stran che uno spirito neutrale possa patteggiare per dei feroci fanatici come i Sykhtuk. Particolarità, gli shinikon tigre del Bram-Dara, conosciuti con il nome di Rakshasa, sono molto attirati dal culto di Kalima, che suscita una sorta di richiamo, pertanto molti alti prelati del culto o guerrieri Mogul sono Rakshasa.