Kal’Dum – Il Signore dell’Ombra

 

 

In seguito alla fallita invasione demoniaca, Kal’Dum era più instabile che mai. Il potere maligno che Shauku gli aveva dato, e che aveva da sempre alterato il suo senno, cominciava a consumarlo. Il Drago delle Ombre fece quel che doveva per sopravvivere: si liberò dell’influenza e del potere dell’antico essere. Senza il potere di Shauku, Kal’Dum si indebolì e così Zar’Thrull ne approfittò per iniziare un duro attacco a lui ed ai suoi fedeli.

 

Kal’Dum ne uscì sicuramente indebolito dalla rinuncia al potere di Shauku e dall’attacco del figlio, ma il cambiamento portò con sé una nuova visione delle cose.

Senza quell’ombra di follia, infatti, il Drago d’Ombra potè vedere più chiaramente. Vide l’operato di Katosh e lo giudicò sbagliato. Vide con quale arroganza suo fratello Katosh e la sua progenie opprimevano nella morsa delle proprie leggi e delle proprie volontà le razze mortali, ma vide anche una speranza: la meravigliosa ribellione degli uomini che riportano la magia su Andor.

Le razze mortali avevano scorto la smania di dominazione degli altri draghi e l’avevano apertamente combattuta; sovvertirono l’ordine stabilito e il mahan tornò su Andor. Lo fecero con il sudore della fronte, con l’ingegno e la propria forza di volontà. Kal’Dum vide l’operato delle razze mortali e lo giudicò giusto e fu così che decise di combattere la tirannia del fratello disconoscendone le leggi.

Su questo rifiuto ha costruito la sua nuova fede.

 

Una fede che mette al primo posto l’uomo e la sua volontà di non essere schiavo dei draghi. Nonostante il Culto di Kal’Dum sia ora variegato, senza un’organizzazione strutturata e con una costellazioni di visioni della parola del drago d’ombra, il punto cardine del credo è forte e chiara opposizione al culto di Katosh e degli altri draghi.

 

Dopo gli eventi che portarono alla restaurazione dell’impero ed al cambio dogmatico del culto dell’ombra, molti maghi, spinti dai nuovi dettami di autodeterminazione e di libertà, aderirono al culto ed proprio con questa rinnovata influenza che nel giro di pochi anni il culto del drago d’ombra divenne legale.

 

I fedeli di Kal’Dum sono sempre pronti ad aiutare il prossimo in difficoltà, come sono pronti ad attaccare ferocemente un ordine costituito che ingabbia gli uomini. Se con le mani distribuiscono le elemosine, con le loro parole condannano apertamente i draghi che hanno permesso che gli uomini vengano ridotti alla fame. Se da un lato danno conforto agli uomini, dall’altro alzano critiche verso quei draghi sordi alle sofferenze dei loro figli.

 

I paramenti sacri del culto sono di colore nero.

Il simbolo di Kal’Dum è una mano affiancata da una mezzaluna, entrambe bianche, in campo nero. L’arma sacra al culto è il pugnale.

 

 

 

 

dottrina

 

“Kal’Dum è il Drago dell’Ombra. Tu, fedele, ti opporrai all’ingiustizia ed al giogo della tirannia. Combatterai per la libertà ed il benessere di ogni mortale. Spezza le catene dell’oppresso e porta la parola salvifica di Kal’Dum”.

 

 

salmi

 

Le preghiera per un seguace di Kal’Dum è un momento di di profonda comunione con il Drago dell’Ombra. In molti si appellano a lui prima di compiere imprese contro chiunque voglia sottomettere altri uomini, per avere la forza e la determinazione di portare a termine il proprio compito. I fedeli pregano all’imbrunire quando l’oscurità ammanta il mondo ed al mattino, quando il dominio della luce inizia.

 

 

 

litania

 

Kal’Dum ombra ed oscurità,

io invoco la tua protezione e la tua benevolenza.

Sotto il manto dell’ombra, io non temo alcun male.

Scaccerò l’oppressore, spezzerò le sue catene nel tuo nome.

 

Kal’Dum padre dei miseri e dei nascosti,

ti invoco nel nome dei tuoi prediletti,

donaci la fortezza, così da distruggere chi avversa l’uomo.

 

In tuo nome, o Signore dell’Ombra,

sarò la furia che cadrà sulle teste dei potenti,

sarò la liberazione degli oppressi,

sarò il ristoro per gli uomini.

Sia fatta, sempre, la nostra volontà.”


 

Segue la precedente versione del BG della divinità prima della sua mutazione, utile giusto come riferimento storico.

In seguito alla fallita invasione demoniaca, Kal-Dum era più instabile che mai. Il potere maligno che Shauku gli aveva imposto, e che aveva da sempre alterato il suo senno, cominciava a diventare troppo pressante, anche per un Drago. E il Signore delle Ombre fece quel che doveva, per sopravvivere: cedette il potere alla sua progenie degenerata, Zar’Thrull. Se questi abbia preso tutto il potere o una parte, non è dato sapere.

Senza quell’ombra di follia, ma con la sua indole intatta, il Drago d’Ombra potè vedere più chiaramente. Vide l’arroganza di suo fratello Katosh e della sua progenie. Vide l’abbandono delle terre di Andor, dopo il ritorno della magia. E vide che gli esseri umani, finora mere pedine dei Draghi, si erano opposti alle divinità stesse, con null’altro se non la loro libera volontà. Un atto di forza, che fece crescere la stima di Kal-Dum verso coloro che tutti i Draghi definivano ‘esseri inferiori’, ma che incatenavano con i loro dogmi e le loro leggi.

E sul rifiuto di queste leggi, Kal-Dum ha costruito la sua nuova fede. Ogni uomo che si vota a lui è libero. Libero dalle imposizioni dei Draghi, libero dai vincoli che questi impongono. Libero di usare ciò che più ritiene necessario, libero di affrontare le conseguenze delle proprie scelte. Libero anche da chi dice, come Vandara, ‘vivi libero’. Perchè non c’è bisogno dell’autorizzazione di un Drago per esprimere la propria natura.

Un fedele sa che può manifestare la sua libertà attraverso la propria forza di volontà, tanto grande da poter essere ammirata dallo stesso Kal’Dum. Per questo la rispetta e la idolatra. La libera volontà può portare un uomo a compiere semplici azioni della quotidianità come anche gesta epiche che possano rimanere nella storia dei popoli, atti di gentilezza e benevolenza oppure azioni efferate e violente. Quando un Kal’Dumita si rende conto di essere libero da vincoli e che la vera forza è dentro di sé, solo allora potrà scegliere la propria strada. Alcuni si convincono che i mortali possano vivere in pace tra di loro, senza le catene imposte dai Draghi, esercitando ognuno la propria libertà nel rispetto di quella del prossimo. Altri invece preferiscono usare la propria forza di volontà per opprimere gli altri, svincolati da giudizi morali e fedeli solo a sé stessi, liberi di innalzare il proprio interesse al di sopra di quello altrui.

E dato che non c’è limite a ciò che il libero arbitrio pone, Kal-Dum è il drago dei segreti, dei patti nascosti. Kal-Dum elargisce la sua benedizione al politicante arrivista che fa di tutto per arrivare al potere, ma anche al contadino che si rifiuta di pagare le tasse per sfamare la sua famiglia. Kal-Dum sussurra all’orecchio del fedele di Atreius per fare in modo che un eroe non sia resuscitato da Adanoss, Kal-Dum sussurra all’orecchio del fedele di Vandara che si ribella alla legge troppo ferrea di un legato imperiale. Il suo culto, non essendo più legato a morte e distruzione a prescindere, viene pertanto tollerato, ma non ufficializzato.

Proprio in virtù della libertà di cui questo culto si fregia, non vi sono organizzazioni ben strutturate che diffondo la parola di Kal’Dum. Possono esserci sia comunità che condividono lo stesso pensiero su come interpretare gli insegnamenti del Drago, sia individui che agiscono in solitario ed hanno una propria visione delle cose.

Addirittura, secondo alcune leggende, Kal-Dum ha assunto forma umana, per essere vicino all’umanità che così tanto merita, ed a così tanto può arrivare.