Kanus è il signore delle acque e di tutte le profondità marine, il suo dominio è associato altresì a quello di Adanos e Katosh difatti, se Adanos è il principio della nascita e Katosh la sua prorompente forza, Kanus è la fonte dalla quale queste forze traggono nutrimento, un seme genera grazie alla vita, la luce lo irradia facendolo crescere ma il suo nutrimento è nella pioggia che domina Kanus. Per tale motivo nelle terre di Andor occidentali Kanus viene associato al mondo contadino e da esso viene venerato, ma ad oriente nel perduto continente di Alkarnia esiste un vero e proprio culto dedicato a lui. L’ordine di Kanus è conosciuto col nome di “Guardiani delle Acque”, costoro sorvegliano la polla della purificazione che elargisce benedizioni di fertilità ai campi che circondano le polis della dodecapoli d’argento con copiose piogge magiche capaci di far maturare un raccolto in una sola decade. Oltre questo compito pratico i Guardiani delle acque sono curatori e guerrieri, rappresentando la purezza lenitiva delle acque e la furia degli oceani. Essi però non lottano furibondi come potrebbe fare un chierico di Wirth animato dalle fiamme furiose, la battaglia per un fedele di Kanus, deve essere affrontata con la pace interiore, come i maestri dell’ordine insegnano ai giovani neofiti, bisogna essere un lago calmo interiormente e una furiosa cascata esternamente. Ciò che in realtà richiede Kanus ai suoi fedeli è la difesa della purezza, intesa in ogni sua forma, dall’integrità morale a quella fisica, dalla difesa dei valori a quella della natura, tutto ciò che può rendere impuro un essere, un luogo o un’anima deve essere combattuto con ogni mezzo lecito o illecito. Il concetto di giustizia di Katosh viene rispettato ma non seguito alla cieca, se una legge minaccia di rendere impura l’anima di coloro che la applicano, Kanus esigerà che venga combattuta anche al di fuori della legge pur di sopprimerla. L’ordine dei guardiani delle acque è templare, ogni grande polis di Alkarnia ha un tempio dedicato a Kanus dove due volte all’anno, all’inizio della primavera e dell’inverno si celebrano i riti della purificazione in cui i giovani si immergono nelle vasche per ricevere l’abbraccio che li consacra come uomini nuovi purificati dalle colpe, una volta resi uomini “Integri” essi vestono la bianca veste per un anno, apprendendo l’arte delle armi per difendere la polis e cercando una compagna per generare una nuova famiglia. Nonostante questi riti siano molto legati alla cultura Alkarnese della dodecapoli d’argento, gli ordini delle terre di Andor definiscono questo come un rito di passaggio dall’età della fanciullezza a quella adulta che per Kanus non vuole significare un abbandono dell’innocenza ma un’acquisizione saggia di questa e una lotta per i suoi fedeli nel difenderla rimanendo retti e giusti.
I guardiani delle acque vestono tuniche di colore blu scuro abbellite da cappucci e tessuti ornamentali aggiuntivi di varie sfumature di blu chiare, sul petto portano il simbolo di Kanus, una brocca dalla quale fuoriesce acqua pura, i sacerdoti indossano anche, spesso, armature pesanti di foggia Alkarnese, alcuni hanno preferenza per corazze realizzate con il cobalto per le sue iridescenze blu, adornate da simboli che richiamano il mare, come conchiglie e coralli. L’arma sacra di Kanus è il tridente per gli alti prelati e l’ascia bipenne ad una e due mani per i sacerdoti di basso rango. Ogni tempio è organizzato con un sistema piramidale, a capo c’è l’Oracolo di Kanus, sommo ascoltatore delle parole del Dio che funge da tramite tra i mortali e il proprio patrono, poi ci sono le vestali, le guardiane delle polle sacre, le vestali sono solo donne e molto raramente abbandonano il tempio, anche se spesso sono inviate in sacre missioni altamente rischiose, le vestali sono le guardie templari e difendono fino alla morte l’oracolo da qualsiasi pericolo. Infine alla base dell’ordine c’è la schiera dei Talasaar, i sacerdoti dell’ordine che vagano tra le genti comuni per vigilare che la purezza non venga corrotta, i Talasaar sono saggi uomini pronti anche con le parole a riportare sulla retta via coloro che vengono rapiti dai desideri impuri, sono solitamente addestrati a non agire d’impulso e se costretti a combattere si lanciano nella mischia rimanendo calmi e quieti mentre le loro armi calano letali e precise sui propri nemici.

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“Kanus è il Drago della Purezza. Tu, Fedele, dovrai essere puro nel corpo e nello spirito; proteggi la purezza dell’esistenza diffondendo questi insegnamenti affinché il prossimo possa vivere in pace con sé e con la terra che lo ospita, punisci coloro che corrompono sé stessi e il mondo.”

Salmi

Ogni giorno onora Kanus il nostro protettore, in presenza dell’acqua che sia di un fiume, un lago o un mare, che provenga dal cielo o sia conservata in un’ampolla nella tua bisaccia, ricordati di santificare il suo divino dono ai mortali e la sua sacra purezza.

Litania del dono

Io ti invoco, Kanus signore delle acque,
dissetami della tua purezza,
inondami del tuo amore,
divino padre e fonte eterna di vita.

Lascia che il mio cuore sia libero,
che le mie membra siano benedette dal fluire del tuo dono,
che i miei occhi vedano attraverso i tuoi,
che la mia mente resti vigile ed incorrotta.

Sono una goccia del tuo divino oceano,
sono la tua possente onda distruttrice,
sono la quiete del tempo che scorre come un eterno fiume,
sono il tuo ristoro per il pellegrino smarrito.

Camminerò negli abissi dell’anima degli uomini,
e porterò in superficie il bene che in essi alberga,
sarò guida per la vastità eterna che li rende colmi,
sarò il loro faro, in tuo nome,
affinché non si perdano mai in loro stessi.