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Vandara è il drago dell’aria, conosciuta come signora dei venti, è l’unica altra divinità femminile dopo Alastriel. Venerata dai mercanti e dai navigatori, essa si identifica con il viaggio e la libertà. Vandara possiede un’ordine nel perduto continente di Alkarnia, anche se, come accaduto anche per l’ordine di Kanus, oggi ci sono diversi culti di questa divinità attivi nelle terre di Andor orientali, questo perché, essendo una divinità del popolo, il suo seguito era già numeroso prima dell’arrivo dei suoi sacerdoti. Vandara rappresenta l’eccezione tra i draghi, non si tratta di una divinità repressiva o ferrea, il suo ordine è itinerante e come i suoi sacerdoti amano affermare, il cielo che li sovrasta è l’unico tetto che loro e la loro divina padrona potrebbero accettare come casa. Vandara è comunque una divinità benevola, non ama il libertinaggio, ama la libertà vera e propria, il suo clero ha un solo dogma e questa la dice davvero lunga sulla sua natura. Essa desidera solo la pace e l’amore, un amore grande verso tutto ciò che c’è di bello nel mondo, un mondo da scoprire con curiosità e voglia di conoscenza. Per questo motivo essa è molto legata ad Anur e Alastriel, il primo per la sua sete di conoscenza la seconda per l’armonica bellezza della musica. Anche se per alcuni uomini di Andor la maggior parte dei sacerdoti di Vandara sembrano folli per questa loro bontà priva di secondi fini, molte persone li amano proprio per questo.  Essi odiano la legge e le imposizioni dei potenti che considerano una limitazione alla libertà altrui, la tirannia è la cosa che più Vandara detesta, la prevaricazione di un uomo sull’altro è la più grande colpa secondo la sua concezione. Fare del male o uccidere gli altri rientra in questa visione, e se anche la ferrea disciplina di Katosh disgusta i sacerdoti dell’ordine di Vandara, essi sono d’accordo con loro quando c’è in gioco la vita e la libertà di qualsiasi essere vivente. Uno dei concetti più esplosivi introdotti però in Andor dall’ordine di Vandara è il “Libero Arbitrio”difatti secondo questa concezione ogni uomo è libero di decidere il proprio destino, libero di pensare e fare ciò che desideri, a patto che queste cose non vadano poi a limitare la libertà altrui. I discorsi sostenuti dai sacerdoti di Vandara terrorizzano i potenti, i regni e gli altri ordini, a parte quello di Kanus abituato da tempo alla convivenza con i fedeli di Vandara in Alkarnia, la parola libertà tende a rendere le masse tumultuose e sempre più spesso i poteri un tempo considerati pilastri e fondamento della società vengono sempre più spesso sfidati apertamente da cittadini comuni e contadini. L’ordine di Vandara, come già detto, non possiede templi, solitamente alcuni sacerdoti, quelli più anziani che non riescono più a viaggiare, costruiscono altari votivi in pietra all’interno di gole ventose, o in cima a colline e monti, vicino ai cieli limpidi e in luoghi battuti da un costante vento, se sentono sopraggiungere la morte, costruiscono una pira funebre sulla quale si distendono attendendo la fine sempre con lo sguardo rivolto al cielo.
Pur non essendo obbligati ad avere vesti uniformi, i chierici di Vandara vestono abiti bianchi e celeste chiaro, con i colori che richiamano il cielo adornati solitamente da piume di volatili, portano sempre e comunque un piccolo simbolo dei venti appeso al collo fatto con materiali semplici, come pezzi di legno incisi o sassi dipinti legati con un semplice spago di canapa. Non amano l’opulenza o le armature, se costretti a lottare usano i propri incantesimi e le proprie armi sacre, la coppia di pugnali (non devono prendere duale del combattente tra le proprie abilità, se usano i pugnali e SOLO due pugnali, l’abilità è gratuita, nel caso il giocatore usi altri tipi di armi si PERDE immediatamente l’abilità). Nonostante il loro desiderio di libertà è la vita solitamente asceta, i sacerdoti di Vandara aiutano il popolo e spesso è facile incontrarli nelle città, in piedi sui tavoli delle locande o su scalinate per le strade, che parlano alle folle ricordando loro il sacro diritto di ogni uomo di essere e sentirsi libero. Inoltre essi difendono le persone deboli vessate dai prepotenti, un sacerdote di Vandara si getterà contro una banda di banditi allo stesso modo di un chierico di Katosh considerandoli dei vigliacchi che usano la propria forza per imporsi su coloro che non sono capaci di difendersi da soli. Anche per questo diversi mercanti e navigatori accettano di buon grado di accompagnare o affiancarsi a questi sacerdoti nelle loro peregrinazioni, e nonostante ai più avidi ed affaristi tra loro, questi individui sembrino completamente matti per il loro totale disinteresse alla ricchezza materiale, sono comunque felici di avere la “protezione” di Vandara durante i loro viaggi.

Dottrina

“Vivi libero la tua vita e ama il prossimo, insegna l’importanza della libertà e della conoscenza, lotta contro ogni sopruso alla tua libertà e a quella altrui.”

Salmi

I chierici di Vandara cantano la propria preghiera, mentre viaggiano, non ci sono momenti particolari per pregare durante una giornata e il canto viene trasmesso di sacerdote in sacerdote in maniera orale da secoli ormai, mutando nel corso delle ere come ulteriore risalto della libertà che Vandara desidera preservare.

Canto del Cammino

Lungo il cammino,
vado incontro al mio destino
Con fragile passo
Attraverso ogni confino

Di borgo in borgo
di contrada in contrada
prosegue libera
la mia infinita strada

Portando la tua voce
tra la felice gente
voglio solo udir risa
e mai il pianto del penitente

La luce nel cuore
il vento sulla pelle
sospinto dal tuo soffio
attraverso tutte le terre

Per portare una voce di speranza
per portare solo buone novelle
genti, accorrete, udite!
Siete liberi e per tetto ed unico confine
avete solo le stelle!