Il Cipango

 

Riassunto [descrizione breve, per maggiori dettagli procedere con la lettura]:

 

TERRIOTORI DI ISPIRAZIONE ALLA CINA E GIAPPONE MEDIEVALE, CULTI MAGGIORI DEGLI SPIRITI CON NOMI DIVERSI DA QUELLI OCCIDENTALI, POLITICAMENTE RETTI DA UN IMPERATORE CONSIDERATO INCARNAZIONE DI KATOSH. ABBIGLIAMENTO TIPICAMENTE ORIENTALE, RUOLO BASATO SU ONORE ED EQUILIBRIO COME DA CULTURA ORIENTALE.

 

“…Quando giunsi per la prima volta in queste verdi contrade il mio cuore fu colmo di gioia, le fertili terre del Cipango sono un balsamo per occhi e anima dopo aver attraversato le asperità e la barbaria della steppa degli spettri. Qui i verdi prati e le dolci colline sono ricoperte da alberi da frutto fioriti, freschi ruscelli discendono dai monti del drago a valle verso le dorate spiagge e sulla linea dell’orizzonte è possibile intravedere le dorate isole con i loro dorati palazzi di giada, oro e porpora. La gente è gioviale e civilizzata e nonostante gli strani e colorati costumi che indossano, passeggiare per le strade lastricate del Cipango non è molto diverso da una passeggiata per le strade di Altdorf, Nuln o Sevilla. Se esiste una terra simile ad un sogno questa le si avvicina davvero molto…”

 

Tratto da “I viaggi del Beloniano” un racconto di viaggio di Marco Palos da Gonzaga.

 

Il cipango è un grande territorio che si apre dai monti del drago che ne delimitano il confine con la steppa degli spettri, questa zona è composta da grandi montagne verticali che svettano da grandi laghi, e vengono usati come zona di sorveglianza per evitare che le popolazioni delle steppe possano irrompere nelle terre del cipango. Ponti sospesi e nicchie scavate nella roccia offrono camminamenti e riparo ai temibili arcieri Yamabushi, le guardie di confine, che con i loro grandi archi e dall’alto, sono una pioggia mortale per chiunque tenti di entrare con la forza nelle terre del Cipango, fuori gittata dai corti archi dei nomadi ed a favore di posizione, più di una volta hanno salvato le loro terre da tremende incursioni. Da qui si aprono diverse strade che discendono le colline fino a raggiungere Sheng-Tsue “La lama di pietra” la grande città fortezza del clan Yamabushi, qui vengono addestrate i guardia confine e vivono contadini e pastori che si prendono cura delle colline del Crepuscolo. Giunti a valle, una stretta pianura, conosciuta con il nome dei celesti campi, anticipa l’arrivo sulla costa, a tratti alta e frastagliata, in altri bassa e sabbiosa. Dalla costa e possibile intravedere Tenk-Hué “La terra degli antenati” le grandi isole dalle quale giunsero i primi uomini che fondarono il cipango. Il Cipango è una terra fertile e poco selvaggia, dovunque il terreno e provvisto di canali, strade, campi coltivati di grano e riso, grandi recinzioni per il bestiame e vasche per l’itticoltura. I boschi sono sparuti e ben tenuti, soltanto alcune piccole foreste vengono lasciate selvagge per motivi religiosi. Il clima è temperato come quello delle terre di andor occidentali, e le stagioni si susseguono senza alcun stravolgimento atmosferico. La selvaggina e poca e gli animali selvatici principali sono piccoli volatili, roditori e predatori di piccola taglia come donnole e faine.

 

Politica

 

Il cipango si regge su di un antico impero, antecedente a quello occidentale, il “Celeste Impero” è una formazione feudale retta da l’imperatore, costui viene chiamato “Figlio del Cielo” e non appartiene a nessun clan dominante, la stirpe imperiale e quella degli Shin, una casata di stirpe draconica d’oro che, secondo le leggende o la storia cipanghese, posero fine alla Hin-chi-feng “La guerra dei fiumi rossi” una guerra che per secoli i capi clan combatterono tra loro per il predominio della terra ferma, chiamata così perché ad ogni confine di clan si trova come limite un fiume, e questi erano spesso teatro di tremende battaglie. Quando gli Shin giunsero sulla terra ferma da Tenk-Hué essi si posero come mediatori del conflitto riuscendo alla fine a permettere una alleanza dei clan ed una pace duratura, fu allora che venne fatto il giuramento dell’acciaio, in cui tutti i capi clan posero le proprie katane al servizio della pace nominando il Capo della dinastia Shin protettore della alleanza. Così nacque il Celeste impero, i capi clan divennero Shen-Tsue ed i loro regni province. Gli Shin però decisero di tornare sulle isole e porre il governo ed il loro palazzo lì, onde evitare che la sottrazione seppur minima di terre ad un clan piuttosto che ad un altro avrebbe potuto generare nuovamente dissapori o guerre. Sono migliaia di anni che gli Shin sono garanti della pace, ed i maestri delle antiche pergamene sono convinti che gli Shin furono gli unici stirpe draconica che riuscirono nell’intento per cui i Draghi li avessero creati, portare la pace tra i mortali. Sotto la guida degli Shin e grazie alla pace duratura l’impero Celeste ha prosperato nei millenni divenendo ricco e potente, ma molto chiuso con l’esterno, difatti i primi contatti con gli occidentali avvennero grazie i mercanti, ma questi non hanno mai intaccato usi, costumi e consuetudini del Cipango. La scoperta di altre popolazioni al di là dei predoni delle steppe però ha rincuorato i Cipanghesi, convinti che al di fuori della loro isola felice esistesse solo barbarie e violenze, e ciò ha spinto diversi abitanti del cipango ad avventurarsi ad occidente, per terra e per mare, tenendo sempre i confini aperti per chi civilmente chiedeva di poter entrare per commerciare con essi.

 

Cultura

 

Nelle terre Orientali il principale valore che accomuna tutti è il concetto di Tradizione. Nel corso della storia per quanto siano epici gli accadimenti che hanno sconvolto la terra del Cipango, alcune usanze si sono così radicate da resistere nei secoli dei secoli tanto da divenire una fattispecie di codice non scritto che ogni cittadino in un modo o nell’altro segue o perlomeno conosce. Le Tradizioni sono importanti per gli abitanti del Cipango in quanto parte preponderante e distintiva della loro cultura e come tale, anche fra nemici, viene rispettata. La Tradizione orientale nel tempo si è potuta suddividere in tre distinti ma indissolubili valori.

 

La Famiglia: si condivide sangue e carne e questo è un legame che non si può mai dimenticare. La famiglia cresce, protegge e si sostiene ed è un caposaldo della società orientale. Disprezzo e maledizioni attendono chi tradisce un proprio famigliare, poiché sarebbe come tradire una parte di se stesso.

 

L’Individuo: ciò che fai e sei devi vederlo nella vita quotidiana, a prescindere dalla condotta morale. Sei padrone delle tue azioni e come individuo devi dimostrare a te stesso di essere in continuo miglioramento fino al raggiungimento della tua perfezione.

 

Il Rispetto: dal prode guerriero onorevole sino al più laido assassino il rispetto non deve mai mancare verso se stessi e verso l’altro. Se sei sconfitto, prostrati al tuo vincitore. Se sei vittorioso, inchinati al perdente. Se agisci nell’ombra, che la fine giunga rapida. E’ un concetto complesso ed è quello che spesso viene ignorato.

 

Religione

 

La religione nel Cipango è rappresentativa di diversi aspetti culturali che collidono e si miscelano tra loro, nonostante la venerazione delle stesse entità delle terre occidentali, in Cipango queste presenze sono chiamate con altri nomi ed hanno una diversa iconografia nell’immaginario orientale. Il culto ufficiale della casata imperiale dell’impero celeste, quello degli Shin, e di alcuni nobili, alti dignitari ed alcuni ufficiali dell’esercito è quello del Drago della Luce, Li Shenron ( il nome cipanghese di Katosh) costui plasmo la forma degli Shin offrendoli come dono del cielo alla terra, si

tratta di un culto ben diverso da quello occidentale. Portare rispetto a Li Shenron significa rispettare l’imperatore che ne è incarnazione terrena e volere supremo della giustizia e della luce, è un culto delle elitè dedicato all’imperatore stesso.  La grande fede del Cipango però è quella degli Spiriti, i tre spiriti sono:

 

Hamakiwara (il Grande Spirito) Il Ciliegio.

 

Detta  Grande dea che è fonte di vita. La sua assenza e la sua presenza determinano la ciclicità dell’esistenza.


Allineamento Divino: È neutrale, costante e imperturbabile.

Arma Sacra: La Katana

 

Personaggi Maggiormente devoti: Abitanti Rurali


Tse-Kunary (la bruma) La Luna.

 

Detta notte illuminata dalla luna, definizione dai molti significati, che vanno dalla conoscenza alla ciclicità della vita e della morte. Si alterna con in sole, necessario per garantire l’equilibrio e rappresenta la morte.


Allineamento Divino: È inflessibile, erudita e costante  come la sorella Hamakiwara.

Arma Sacra: L’Arco

 

Personaggi Maggiormente devoti: Guerrieri e Cittadini.


Shesmaru (la tempesta) Il Vento.

 

È lo spirito che rappresenta il lato materiale della natura, è il mare in tempesta ad aver concepito il Cipango e gli altri continenti. È l’elemento di rottura che rappresenta anche il caso, compito degli altri spiriti e dei mortali porvi rimedio.


Allineamento Divino: è uno spirito violento e irascibile che va rispettato per non attirare le sue ire, ma estremamente generoso con chi lo venera.

Arma Sacra: La Lancia.

 

Personaggi Maggiormente devoti: Appartenenenti clan Yamabushi, considerato altresì protettore  degli Avventurieri, degli Artisti e dei Giocatori d’azzardo.

 

I devoti di  Hamakiwara  credono che tutte le cose della natura siano dominate dagli spiriti, questi spiriti tengono unito il creato in una costante armonia che viaggia attraverso il fluire del tempo e descrivendo un corso che è il destino di ogni uomo. Un fiume placido e lento descriverà un percorso definito e garantirà una lunga e pacifica esistenza con il creato, un fiume irruento invece modificherà spesso il suo percorso infrangendo le rocce che ne rallentano la corsa ma giungerà più rapido al mare. L’equilibrio è seguire entrambe le correnti della vita rimanendo sempre all’interno del percorso che la natura ha donato. I boschi selvatici o i luoghi incontaminati che si trovano nel cipango sono in pratica templi naturali di Hamakiwara dove i fedeli si recano per lasciare offerte agli spiriti della natura e rinsaldare il proprio legame al corso del grande fiume, i templi vengono chiamati Haki-Dokon “I luoghi dell’anima”. Il culto di Tse-Kunary è un culto sulla venerazione degli spiriti degli antenati, un culto molto diffuso tra gli abitanti delle città ed i nobili Samurai a causa dei legami d’onore  e Tradizione che hanno con i propri predecessori. Tse-Kunary è visto come uno spirito benevolo che accompagna gli spiriti degli antenati oltre la vita, aiutandoli successivamente ad essere guida dei propri cari, aiutandoli nel corso della vita a prendere scelte giuste nell’ottica dell’onore di famiglia, il culto si occupa delle esequie dei morti, della cremazione e delle festività di ricorrenza dei morti. I templi di Tse-Kunary sono piccole logge in legno costruite nei cimiteri, circondate da pietre votive dei defunti sotto le quali sono posti i vasi contenenti le ceneri dei defunti, i sacerdoti curano i peschi, i mandorli ed i giardini che adornano i cimiteri ed accompagnano in preghiera i fedeli per metterli in contatto con lo spirito dei loro antenati, conservano anche i cimeli di famiglia, sopratutto le più importanti o con antenati eroici nei templi. Questi culti sono accettati e molto rispettati dagli Shin che rendono omaggio anche a Hamakiwara e Tse-Kunary nelle ricorrenze ufficiali. Altro destino è destinato a loro che sono fedeli della fede Kamiguri (nome orientale di Zal’Thrull) questi folli fanatici operano la necromanzia in maniera spudorata riportando in vita i Bushi ed i Xanshué, vale a dire gli spiriti di carne e quelli di cenere, i primi paragonabili ad una sorta di zombi senzienti e malevoli, i secondi a spiriti vampiri famelici che si nutrono di ogni fluido vitale delle proprie vittime. I Kamiguri sono stregoni spietati e maligni, rubano le spoglie dei morti, distruggono i templi dei Hamakiwara e di Tse-Kunary e solitamente organizzano omicidi politici o sommosse popolari guidate da feroci Ronin, nobili che hanno perso l’onore. Il culto minore riservato solo agli uomini guerrieri del clan Yamabushi è quello di Shesmaru , questa divinità aiutò ai tempi dei regni a difendere le terre degli Yamabushi dai predoni delle steppe (in realtà vi fu una sorta di commistione religiosa tra le due culture molto simili dal punto di vista bellico) e pertanto i sacerdoti di Shesmaru forgiano le lance dei Samurai del Clan, le benedicono ed accompagnano i guerrieri Yamabushi in battaglia. I templi del culto sono i Dojo della guerra Yamabushi presenti nella loro città in cui i sacerdoti lavorano come maestri di lancia e mastri

fabbri.

 

I Clan:

 

Gli Yamabushi

 

Città: Sheng-Tsue

 

Simbolo: Lo Scorpione

 

Il Clan Yamabushi è quello dei guardiani del Celeste Impero, guerrieri eccelsi in ogni arte dello Sun-Tsu, l’arte della guerra, maneggiano con abilità leggendaria le armi del Bushido, Katana e Wakizashi, la crudele Naginata ed il letale arco lungo Dayo. Gli Yamabushi sono la prima linea di difesa da ogni minaccia esterna all’impero, forgiati da secoli di guerre con i predoni delle steppe, hanno affidato le proprie fortune alla guerra, la loro provincia, dominata dalla loro fortezza madre Sheng-Tsue “La lama di pietra”, è caratterizzata dalla povertà a livello di fertilità dei suoli estendendosi lungo la catena dei monti del Drago ed alle sue pendici. Tre cose non mancano mai agli Yamabushi, secondo un antico detto detto cipanghese, ferro, spade e nemici; e difatti la ricchezza mineraria della provincia più occidentale dell’impero celeste è una delle poche ingenti fonti di guadagno del Clan che la domina. Gli Shen-Tsue Yamabushi derivano da Xiao Feng, “Il fendi venti”, che durante la guerra dei Fiumi Rossi fu l’unico ad ingrandire seriamente il suo dominio dato il suo genio militare e l’abilità militare dei suoi samurai, oggi i Feng sono ancora signori assoluti del Clan, ed i più fedeli serventi della casata Shin.

 

Gli Hengeyo-kay

 

Città: Shu-Mantsu

 

Simbolo: Lo Spirito Volpe

 

Il Clan Hengeyo-kay è quello dei viaggiatori e mercanti, la nordica città di Shu-Mantsu è il porto maggiore del cipango, da qui partono i grandi Giunchi mercantili diretti su ogni oceano di andor e giungono miriadi di navi provenienti da Andor Occidentale e dal continente di Alkarnia. Questo ha fatto sì che il clan fosse di più ampie vedute ed aperto agli stranieri, difatti sono il Clan che maggiormente spinge ad una maggiore apertura della casata Shin al mondo esterno, operando spesso come intermediario. Molti Hengeyo-kay sono interpreti e conoscitori delle lingue di tutta Andor e nella loro città madre è presente l’unica colonia stabile occidentale, rappresentata da un monastero di Anur dedicato alle ricerche Cipanghesi, dove i sacerdoti del Drago di pietra scambiano conoscenze linguistiche e culturali occidentali con quelle del Cipango. Il Clan Hengeyo-kay è poco religioso e più materialista, caratteristica predominante dei suoi appartenenti è il guadagno, ciò sommandosi al loro poco interesse nei valori tradizionali dell’onore, hanno permesso al Clan di beneficiare del supporto delle armi da fuoco importate da occidente e migliorate da nuovi materiali e miscele di polvere da sparo innovative sviluppate dal Clan. Assaggio di queste innovazione lo ebbero le genti dell’Andor occidentale quando dovettero affrontare la minaccia del folle Dyakonov.

 

Gli Shimori

 

Città: Tai-Pwang

 

Simbolo: L’Oni

 

Se gli Shimori avessero la forza di farlo avrebbero già da diverso rotto il patto del celeste impero da

tempo, difatti mai clan fu più lontano dagli ideali di pace ed armonia che sembrano permeare la maggior parte del resto del Cipango. Vili affaristi, schiavisti senza ritegno, assassini e, a detta di molti, segretamente dominati da un oligarchia di Yamabushi, gl Shimori sono il peggio che l’oriente possa riservare. La maggioranza delle loro attività sono legate ad attività criminali o molto vicine ad

esse, difatti oltre lo schiavismo legalizzato, sono coltivatori e venditori di oppio e loto, più diverse altre droghe e veleni. I dojo degli Shimori sono tutti optati al combattimento sleale e mortale della scuola del Ninjitsu, e diverse volte i servizi dei ninja Shimori sono stati causa di omicidi inspiegabili e rapimenti rocamboleschi. Nonostante tutto ciò la forza militare del tutto scadente e scarsa non potrebbe fronteggiare un attacco simultaneo di tutti i clan, che tra l’altro non desiderano che un pretesto che cancellare Tai-Pwang dalle mappe del cipango.

 

I Wang-shei

 

Città: Xao-Leng “La fonte della Saggezza”

 

Simbolo: Yin e Yang

 

I Wang-shei sono l’unico clan che possiede il proprio territorio su di un isola del Tenk-Hué, per due motivi, la pace e l’affetto della casate regnante Shin nei confronti dei monaci guerrieri di Hamakiwara che dominano il clan come fratellanza. La pace costata al clan i suoi territori, fu quella tra Shimori e Yamabushi, sempre in aperta contesa per i propri territori, alla ricerca in realtà di un nuovo pretesto per far scoppiare una guerra. Pertanto i monaci Hamakiwara del clan Wang-Shei donarono i propri domini in egual misura ai due clan rivali per scongiurare una guerra e vennero ricompensati dall’imperatore con nuovi territori sui quali costruire la loro città madre. I Wang-Shei sono monaci dediti alla filosofia, la meditazione e le arti marziali di cui sono sommi maestri, per loro natura e la profonda fede in Hamakiwara  il loro fine ultimo è l’armonia con il creato e gli uomini, ma non nel senso ascetico del termine, per un Wang-Shei è di grande importanza l’iterazione sociale e lo scambio di Idee ed il confronto pacifico, non amano affatto la guerra reputandola una brutalità inutile e sarebbero dei serventi perfetti di Adanoss se ne conoscessero l’esistenza.

 

Gli Shin

 

Città: Hen-Tzung “La Città d’oro”

 

Simbolo: Il Dragone D’oro

 

Posta nella maggiore delle isole del Tenk-Hué, si trova Hen-Tzung, la città dove si trova il palazzo della corte imperiale Shin. Gli Shin non sono propriamente un “Clan” nel senso letterario della parola, essendo un casata che va al di là ed al di sopra delle logiche dei Clan, seppure abbia deciso di definirsi in tal modo per avvicinarsi maggiormente ai propri sudditi. Per ulteriori delucidazioni sugli Shin è possibile consultare la parte dedicata a politica e religione del Cipango.

 

Supplemento: Nomi e Razze del Cipango

 

I Darkwild nel Cipango vengono chiamati Kuroboro. Le specie Shinikon più diffuse del Cipango sono gli Uomini Scimmia chiamati Vannara, gli Uomini Ratto chiamati Netzumi, gli Uomini Corvo chiamati Tengue, gli Uomini Volpe chiamati Kitsune, gli Uomini Tartaruga chiamati Kappa e gli Uomini Panda chiamati Pangwen